sabato 27 ottobre 2012

La strada del vino della provincia di Latina


Nonostante la giovane istituzione, la Strada ha l’onere e l’onore di essere la più lunga ed articolata d’Italia. Il più giovane percorso vinicolo laziale, infatti, parte dai Monti Lepini e si basa su un itinerario ricco di eccellenze enologiche, specialità gastronomiche ed un’infinita offerta turistica. La città di Cori, da sempre caratterizzata dalla presenza di pregiate cantine, dà inizio alla strada del vino che percorre il territorio pontino dando sia ai produttori che agli appassionati la possibilità di conoscere molte altre produttività laziali. Il percorso inizia da Cori - punto di riferimento per l’intera strada - patria vinicola per eccellenza, già molto apprezzata per lo stile dei suoi numerosi palazzi rinascimentali, per il saporito prosciutto e per il coinvolgente Palio. La città, inoltre, è la sede principale del Latium Festival, che ogni anno coinvolge tutti i continenti ospitando gioiosamente ogni sfaccettatura del folklore internazionale. L’itinerario prosegue ad ovest attraversando Cisterna di Latina, patria indiscussa dei kiwi, fino ad arrivare a due delle principali città di fondazione, Aprilia ed il capoluogo di provincia, Latina, dove non saprete resistere all’ottima carne di bufala né all’armonia del Trebbiano di Aprilia. La lunghezza del percorso consente di entrare in un territorio ancora “incontaminato” a livello turistico, che consente non solo di conoscere le eccellenze enogastronomiche della provincia di Latina, ma anche di conoscere un nuovo territorio, meno turistico rispetto a quelli più inflazionati ma ugualmente ricco di artigianato, natura, arte e divertimento. La strada del vino, infatti, contribuisce ad un tipo di turismo a basso costo, che permette una vacanza accessibile ma che offre tutti i comfort legati al benessere ed al riposo. Più a sud e dirigendoci verso il mare, le altre tappe di questa Strada offrono un clima ancor più mite ed apprezzato grazie al noto e crescente turismo marittimo che comprende il vasto territorio che va da Sabaudia – che vanta la produzione laziale della mozzarella di bufala - e San Felice Circeo, passando dalle dune alle colline, sostando al Parco degli Aurunci, fino ad arrivare nella città d’arte di Terracina e magari a rilassarsi sulle spiagge di Sperlonga a mangiare una deliziosa orata accanto ad un buon bicchiere del pregiato Moscato dell’agro pontino.

Arte + Italia= Birra Artigianale



L’eccellenza della produzione artigianale italiana dalla prima all’ultima bottiglia

Cresce il numero di birrifici visitati, 275: 44% in più della scorsa edizione



Trecento microbirrifici visitati, 179 produttori selezionati, oltre mille birre elencate, 629 assaggiate e valutate, 55 riconoscimenti attribuiti: La Guida alle Birre d’Italia  mantiene le promesse e si conferma l’unica approfondita raccolta della migliore produzione birraia italiana.

«Questa edizione – afferma Marco Bolasco, direttore editoriale di Slow Food Editore – ha comportato un lavoro monumentale. Abbiamo cercato di mettere ordine nella gioiosa confusione che ancora regna in questo settore, riscritta da capo a piedi dopo due anni dall’ultima edizione», per delineare un panorama birraio nostrano completamente nuovo in un contesto mondiale in continua evoluzione. E se il fenomeno dell’artigianato birraio si può considerare di portata planetaria, quello che è accaduto in Italia non è accaduto da nessun’altra parte: la crescita del settore nel nostro Paese rappresenta un unicum gastronomico che in tanti ci invidiano.
Cresce il numero dei birrifici scoperti e visitati: per l’edizione precedente ne erano stati presi in considerazione 191, questa ne conta 275, il 44% in più. Oltre i numeri, la Guida alle Birre d’Italia 2011 si contraddistingue per le scelte redazionali: se la degustazione rimane un momento necessario e fondamentale per la redazione, è la visita al birrificio che ha fatto la differenza, così come spiega Luca Giaccone, curatore della Guida: «Quest’anno abbiamo visitato tutti i birrifici selezionati, conviti che conoscere da vicino i produttori sia fondamentale per costruire una guida che li rappresenti, forte del dialogo tra chi racconta e chi produce. La conoscenza diretta dei birrifici e dei produttori è un valore aggiunto fondamentale nella redazione a cui non abbiamo voluto rinunciare. Pensiamo di aver bisogno del loro aiuto per crescere su alcuni temi, ma anche di poter essere per loro uno stimolo, un punto di vista altro che aiuta a migliorare». Un approccio di redazione unico, possibile solo grazie alla rete associativa Slow Food.
Alla realizzazione hanno partecipato più di quaranta collaboratori che al termine delle degustazioni hanno attribuito le cinque stelle, simbolo sinonimo di eccellenza, a 55 birre: «Sicuramente possiamo affermare che il quadro generale è più che positivo, il mondo della birra artigianale è in grande espansione: cresce il numero di aziende che consolidano dimensione e importanza e i prodotti guadagnano in stabilità» conferma Giaccone.
In Campania la birra Noscia del birrificio Maltovivo a Ponte (Bn) si aggiudica il massimo riconoscimento.
Un’altra novità dell’edizione 2011 è la chiocciolina simbolo di Slow Food posta a fianco di alcuni birrifici, per contraddistinguere quelle aziende più vicine ai temi dell’associazione, attente alle tematiche ambientali, e che hanno dimostrato di avere a cuore, per quanto possibile nel mondo della birra, alla territorialità. Inoltre quest’anno la Guida è arricchita da due preziosi testi introduttivi che, oltre a chiarire i principi di redazione, delineano un quadro approfondito dei metodi di produzione e i diversi stili birrai. Un percorso alla scoperta della birra di qualità pensato per accompagnare e crescere i consumatori più consapevoli.

Le 5 stelle d’Italia - secondo Slow Food
PiemonteChocarrubica – Grado Plato, Chieri (To)
Draco – Montegioco, Montegioco (Al)
Elixir – Baladin, Piozzo (Cn)
Erika – Baladin, Piozzo (Cn)
Filo Forte Oro – Birra Pasturana, Pasturana (Al)
Frakè – San Paolo, Torino
Ipè – San Paolo, Torino
Isaac – Baladin, Piozzo (Cn)
Mama Kriek – Baladin, Piozzo (Cn)
Martina – Pausa Café, Saluzzo (Cn)
Mummia – Montegioco, Montegioco (Al)
Nora – Baladin, Piozzo (Cn)
Panada – Troll, Vernante (Cn)
Quarta Runa – Montegioco, Montegioco (Al)
Sticher – Grado Plato, Chieri (To)
Strada San Felice – Grado Plato, Chieri (To)
Tibir – Montegioco, Montegioco (Al)
Tosta – Pausa Café, Saluzzo (Cn)
Tosta Cuvée Acida – Pausa Café, Saluzzo (Cn)
Xyauyù – Baladin, Piozzo (Cn)

LombardiaAmber Shock – Birrificio Italiano, Lurago Marinone (Co)
ArtigianAle – Bi-Du, Olgiate Comasco (Co)
Ghisa – Lambrate, Milano
Nubia – L’Orso Verde, Busto Arsizio (Va)
Porpora – Lambrate, Milano
Rodersch – Bi-Du, Olgiate Comasco (Co)
Scires – Birrificio Italiano, Lurago Marinone (Co)
Tipopils – Birrificio Italiano, Lurago Marinone (Co)
Wabi – L’Orso Verde, Busto Arsizio (Va)
VenetoAdmiral – 32 Via dei Birrai, Pederobba (Tv)
LiguriaExtra Brune – Maltus Faber, Genova
Triple – Maltus Faber, Genova
Emilia RomagnaBIA Golden Ale – Birrificio del Ducato, Busseto (Pr)
Divinatale – Torrechiara, Langhirano (Pr)
Panil Enhanced Final – Torrechiara, Langhirano (Pr)
Re Hop – Toccalmatto, Fidenza (Pr)
Skizoid – Toccalmatto, Fidenza (Pr)
Via Emilia – Birrificio del Ducato, Busseto (Pr)
Winterlude – Birrificio del Ducato, Busseto (Pr)
ToscanaContessa – Amiata, Arcidosso (Gr)
La 9 – L’Olmaia, Montepulciano (Si)
LazioDuchessa – Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
Enkyr – Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
Genziana – Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
Re Ale – Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
Re Ale Extra – Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
Reporter – Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
AbruzzoBianca Piperita – Opperbacco, Notaresco (Te)
Blanche du Valerie – Almond ’22, Spoltore (Pe)
10 e Lode – Opperbacco, Notaresco (Te)
Maxima – Almond ’22, Spoltore (Pe)
CampaniaNoscia – Maltovivo, Ponte (Bn)
SardegnaBB 10 – Barley, Maracalagonis (Ca)
BB Evò – Barley, Maracalagonis (Ca)Toccadibò – Barley, Maracalagonis (Ca)

Terracina Terra del gusto Terra e Mare!




Il Prodotto Tipico
   TERRAMARE  

Terracina è un centro turistico-storico, meta di visitatori provenienti soprattutto dall'Europa Settentrionale e dalle regioni limitrofe.
Le attività principali, oltre il turismo, sono la pesca, l'agricoltura (ortaggi e floricultura), l'allevamento delle bufale per la produzione della mozzarella, e dei servizi.
A metà tra la cucina romana e quella napoletana, la gastronomia di Terracina e della regione pontina porta a tavola con successo le ricche ed incessanti contaminazioni storiche e culturali vissute da questa terra di confine. Iniziando con piatti di tradizione marinara, è d'obbligo citare citare gli spaghetti con le cozze e le vongole, quelli impepati di frutti di mare o quelli, di sapore più delicato, al sugo di aragosta o pannocchia (spernocchie), senza dimenticare la saporita zuppa di pesce, oppure gli spaghetti al sugo di alici di Terracina o il caratteristico spaghetto al nero di seppia.
Ancora di sapore prettamente marinaro la irrinunciabile e gustosissima frittura di paranza o i mille modi di cucinare il pesce,soprattutto azzurro, del prospiciente Tirreno.
Il connubbio mare ed entroterra collinare conduce ad una totale diversificazione della gastronomia in pochi chilometri quadrati.
Se la fascia costiera caratterizza la sua cucina attraverso il pescato locale, appena al di là, verso le colline dell'entroterra terracinese, ritroviamo tutta quella gastronomia che caratterizza la povera ma grande cucina mediterranea.
Verdure, legumi, ortaggi e formaggi che meriterebbero ben altri riconoscimenti, apprezzabili nei locali tipici ed esaltati nei modi più diversi.
Tra i lavorati dei numerosi caseifici locali, la mozzarella di bufala prodotta con il latte della pianura pontina, resta sicuramente la delizia più conosciuta ed apprezzata della regione.
 
Il susseguirsi di fertili valli e altopiani carsici fra i Monti Ausoni e il mare permettono la coltivazione di prodotti di nicchia come la fragola o il moscato; a queste si è aggiunta l'agricoltura specializzata nei territori acquisiti dopo la bonifica delle paludi pontine.




La Favetta, la fragola di Terracina


   Ha forma conica o conica allungata con apice allungato e arrotondato, colore rosso brillante e superficie ricoperta da numerosi puntini di colore giallo o bruno: è la fragola, la regina della frutta di primavera, che si distingue per l’ottimo profumo, il sapore dolce e la tenerezza.
Originaria delle Alpi, dove cresceva allo stato selvatico, era presente già sulle tavole dei Romani col nome di “fragrans”, in omaggio al suo intenso profumo. Fino al XVII secolo in Europa venivano coltivate piante di specie selvatiche autoctone (Fragaria vesca, Fragaria viridis, Fragaria moschata) e altre introdotte dall'America del Nord (Fragaria virginia).
Fu nel 1766 che un ufficiale francese importò dal Cile la “fragaria chiloensis”, con frutti molto più grandi. Iniziarono così le prime ibridazioni di cui fanno parte tutte le coltivazioni attualmente diffuse.
Nel 2005, secondo i dati elaborati da CSO, si stimano in Italia circa 3.450 ettari coltivati a fragola, di cui il 20% in pieno campo e il rimanente 80% in serre.
Il calendario commerciale della fragola da qualche anno interessa tutti i mesi dell'anno, ma i flussi più consistenti si realizzano nei mesi di aprile e maggio: circa il 91% dell'insieme.

Il punto forte della fragolicoltura laziale (Terracina)  risiede nella coltivazione della varietà favetta, che nella provincia di Latina rappresenta il 40% della fragolicoltura in serra.




La Zucchina

     La zucchina, detta anche zucchino è il frutto immaturo della pianta di zucchetta, chiamata cucurbita pepo.
La zucchina è quasi del tutto priva di calorie, quindi risulta essere particolarmente adatta in caso di dieta; è povera di sale, di vitamine ed enzimi, ma anche rinfrescante e facilmente digeribile. Cotta è particolarmente adatta ai bambini fin dall'infanzia.
La varietà chiara è la riconosciuta tipica della nostra zona, soprattutto delle località che confinano con il comune di Fondi.
Numerosi sono gli impieghi in cucina, sia dell'ortaggio che del suo fiore.
I fiori di zucca fritti ripieni di ricotta nostrana sono una vera e propria leccornia.

  
Il Cocomero

Simbolo della stagione estiva e vanto della produzione ortofrutticola della regione.
L'anguria arrivò nel Lazio nello stesso periodo in cui iniziarono le bonifiche dell'Agro Pontino.
Da qualche anno nelle terre di Sabaudia si coltiva l'anguria baby, di dimensioni molto più piccole rispetto alla classica anguria.
Tantissime le Sagre del Cocomero che si tengono nei paesi pontini: Terracina, Priverno, Fondi e San Felice Circeo.



Le Alici

 L'acciuga o alice è un pesce di piccole dimensioni, dal corpo affusolato, ventre liscio e arrotondato, l'acciuga ha un'unica pinna dorsale, situata a circa metà del corpo stesso.
Il colore delle alici, tipico del pesce azzurro, è azzurro-verde sul dorso, argenteo sui fianchi e sul ventre.
La lunghezza comune è sui 10-12 centimetri. Nelle acciughe mediterranee si arriva ad un massimo di 18-20 centimetri.
Vive a circa 100-200 metri di profondità in autunno ed inverno, mentre, nel restante periodo dell'anno, è più vicina alle coste.
Diffusa in tutto il Mediterraneo, viene pescata con reti da traino pelagico (volanti) o da circuizione (lampara ).
La taglia minima pescabile è 9 cm.
L'alice è il tipo di pesce più venduto in Italia e commercializzato in molteplici modi.
Dal punto di vista nutrizionale, infine, è un pesce magro e particolarmente digeribile, pur avendo un ottimo contenuto di proteine (16%) e solo il 4% di grassi, sviluppando solo 96 Kcalorie.
E' inoltre ricca di vitamine e sali minerali, tra cui: vitamina A e complesso B; ferro e fosforo.
L'alice del mare di Terracina si presenta in genere più piccola del normale e si differenzia da quelle pescate nei mari di Ponza e Ventotene anche per le sue proprietà organolettiche più delicate.



La Zuppa di pesce

 Il recipiente ideale per la cottura della zuppa di pesce è una casseruola di coccio perché mantiene la giusta umidità e il calore costante. Consente di mantenere tutto il pesce su un unico strato senza sovrapporlo e quindi romperlo.
Piatto preferito della nostra marineria che la preparava a bordo della "paranza", durante le battute di pesca. Venivano usati pesce e mitili che difficilmente potevano essere accolti sul mercato per  difetto di pregio o per piccola taglia.
La si preparava con o senza la base di pane raffermo , con pomodoro fresco ed un tocco di piccante.




La Frittura di paranza

   Una frittura di pesce composta prevalentemente da pesci di piccole dimensioni, merluzzi, triglie, calamaretti tagliati ad anelli, ghiozze e sogliolette pescati con una rete da fondo a strascico tirata da due piccole imbarcazioni o paranze.




La Mozzarella di bufala Pontina

 Merita uno spazio tutto suo la regina dell'Agro, la specialità pontina per eccellenza: la mozzarella di bufala pontina è un prodotto a “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).
Per le sue proprietà nutritive e l'estrema versatilità, la mozzarella di bufala è adatta ad ogni esigenza alimentare e culinaria… e il suo gusto è veramente inconfondibile!
Dal punto di vista della lavorazione, il latte intero, che arriva da allevamenti bufalini attentamente selezionati, viene filtrato, prima della lavorazione, per eliminare ogni impurità.
La forma si dà ancora a mano, “mozzando” con indice e pollice la pasta ottenuta dal caglio del latte.
Nelle fattorie e nelle aziende casearie pontine si lavora con i metodi tradizionali.
Da sempre garantiscono mozzarelle di qualità superiore, per l'attenta cura degli allevamenti e per il sapore unico che la professionalità dei produttori ha saputo mantenere e infondere nei loro prodotti.

I dolci
 
-  Le ciambelle al vino o di magro.
 - Tortolo preparato con il cresciuto di pane
  - La casatella a base di ricotta e caffè
     - I "murzitte" con farina e miele Dolce tradizionale delle feste natalizie. La ricetta è tramandata di generazione in generazione.I murzitti presentano forma rotonda, colore dorato scuro e sapore dolce di noci e miele. Sono composti da una sfoglia preparata con farina tipo 00, uova, zucchero, olio extravergine di oliva, La cottura avviene in forno a legna.
le zeppole di San Giuseppe

Vino Lazio. Altri vini DOC del Lazio



Vino Lazio.  Altri vini DOC del Lazio


Dopo aver analizzato le DOC laziali più conosciute, passiamo ora a quelle meno note. Dalla "Doc Cori" a alla "DOC Circeo". Ecco qualche suggerimento sulle cantine del Lazio dove è possibile acquistare vino e magari partecipare ad una degustazione.

Andando verso il litorale laziale troviamo altre interessanti etichette come la DOC CORI,  la DOC Aprilia e la Doc Circeo. Cori è una cittadina situata sui monti Lepini circondata da mura  del VI secolo a.C., la coltivazione della vite vanta in questa località una tradizione secolare. I vini prodotti sono bianchi e rossi. Il Cori Bianco è di colore giallo paglierino, il sapore può essere secco o amabile o dolce e la gradazione alcolica minima è di 11 gradi. Può essere abbinato ad antipasti freddi, pasta con condimenti a base di pesce e fritture di pesce. Il Rosso invece è di colore rosso rubino, ha un profumo vinoso ed è di sapore secco.  La gradazione alcolica minima è di 11,5 gradi. Questo vino va accomapagnato con arrosti di carni bianche, carni alla griglia o con sughi leggeri. Una delle aziende che produce questa varietà di vino è l'Azienda Agricola Biologica Marco Carpineti. Situata a Cori, dal 1994 utilizza soltanto metodi di agricoltura biologica.  Attualmente l’azienda è composta da circa 20.70 ettari di proprietà, di cui 15.20 coltivati a vigneto e 5.50 ad uliveto. Tra i vini dell'azienda segnaliamo il Capolemole Cori Bianco DOC,  di sapore asciutto e di colore giallo chiaro e brillante, ha un profumo di mela, anice e albicocca. Per i rossi il  Capolemole Cori Rosso DOC 2005. Questo vino è di  colore rosso rubino intenso e di sapore asciutto, il profumo è vinoso con sentori di frutti di bosco. La nuova cantina dispone di grandi spazi per la trasformazione del prodotto, nonché per il ricevimento degli ospiti e degustazioni. Tra le cantine sociali va segnalata la Cantina Cincinnato di Cori, nata nel 1947, questa cantina raggruppa oggi 255 soci i cui terreni coprono una superficie di 550 ettari. I vini più importanti dell'azienda sono l'Illirio Cori Bianco DOC ideale per primi piatti delicati, verdure fresche e pietanze a base di pesce e il Raverosse Cori Rosso DOC, ottimo per tutto il pasto, ma ideale con zuppe e pietanze di carne. Nella zone del Frosinate troviamo un'altra Doc, quella di Aprilia. L’Aprilia Doc viene prodotto nell' Agro Pontino, e comprende tre varietà di vini: l'Aprilia Merlot, l'Aprilia Sangiovese e l'Aprilia Trebbiano. Il Merlot (rosso) può essere degustato con  gnocchi alla romana, spaghetti alla carbonara, arrosti di carni bianche, carni rosse alla griglia, pollame e coniglio alla cacciatora. Il Sangiovese (rosato) viene bevuto con  salumi, minestre asciutte con sughi freschi, piatti a base di uova, zuppe di pesce ricche e piccanti. Il Trebbiano (bianco), è invece ideale per  minestre asciutte e zuppe di verdura, cozze alla marinara, risotti alle erbe, mozzarella di bufala. Una delle poche aziende che produce Il Merlot di Aprilia DOC è  è Cantine Silvestri. L'Azienda è stata fondata nel 1929, oltre alla catena di lavorazione ed alla linea di imbottigliamento dispone di un moderno reparto di spumantizzazione, unico nella provincia di Roma.  Le bottiglie prodotte annualmente sono oltre 60.000, il 40% delle quali vengono esportate in tutta Europa. Ritorniamo sul litorale laziale e precisamente a S.Felice Circeo, terra di produzione del Circeo DOC. Sotto questa denominazione ricadono numerosi vini bianchi, rossi e rosati. La zona di produzione è nella Pianura Pontina, a nord e a sud del promontorio del Circeo. La Cantina Sant'Andrea è un punto di riferimento importante in questa zona. L'azienda ha una lunga tradizione alle spalle che parte dall'Isola di Pantelleria alla Tunisia, per approdare in terra pontina. La filosofia aziendale ha due anime, una dedicata alla sperimentazione e all'innovazione e l'altra legata alle tradizioni e alla riscoperta del passato. Le enoteche aziendali sono il punto di riferimento di tutta la clientela. Al loro interno si possono trovare tutti i vini prodotti dall'Azienda: dalla linea Classica alla nuova Selezione Acquerelli. E' anche possibile acquistare il vino sfuso direttamente dalle botti. I vini sfusi sono sono sette di cui 3 rossi e 4 bianchi, il personale é sempre a disposizione per qualunque chiarimento e per consigliare al meglio il cliente nella scelta dei vini. Sul sito è possibile anche ordinare il vino e scaricare i cataloghi di tutti i prodotti.  Un'altra realtà della zona è la Cantina Villa Gianna,  un'impresa con tecnologie avanzate che produce vini e spumanti. Tra i vini prodotti citiamo il Circeo D.O.C., un vino gradevole e aromatico ottenuto da diverse uve tipiche del territorio un vino passito e l'IGT Passito Elogio Mediterrane, con profumi che ricordano la buccia d'arancia candita, il miele, vaniglia e  confettura d'albicocca. E' un vino da bere fuori pasto con dolci secchi, ideale come abbinamento a formaggi stagionati.

Vino Lazio. Altri vini DOC del Lazio



Vino Lazio.  Altri vini DOC del Lazio


Dopo aver analizzato le DOC laziali più conosciute, passiamo ora a quelle meno note. Dalla "Doc Cori" a alla "DOC Circeo". Ecco qualche suggerimento sulle cantine del Lazio dove è possibile acquistare vino e magari partecipare ad una degustazione.

Andando verso il litorale laziale troviamo altre interessanti etichette come la DOC CORI,  la DOC Aprilia e la Doc Circeo. Cori è una cittadina situata sui monti Lepini circondata da mura  del VI secolo a.C., la coltivazione della vite vanta in questa località una tradizione secolare. I vini prodotti sono bianchi e rossi. Il Cori Bianco è di colore giallo paglierino, il sapore può essere secco o amabile o dolce e la gradazione alcolica minima è di 11 gradi. Può essere abbinato ad antipasti freddi, pasta con condimenti a base di pesce e fritture di pesce. Il Rosso invece è di colore rosso rubino, ha un profumo vinoso ed è di sapore secco.  La gradazione alcolica minima è di 11,5 gradi. Questo vino va accomapagnato con arrosti di carni bianche, carni alla griglia o con sughi leggeri. Una delle aziende che produce questa varietà di vino è l'Azienda Agricola Biologica Marco Carpineti. Situata a Cori, dal 1994 utilizza soltanto metodi di agricoltura biologica.  Attualmente l’azienda è composta da circa 20.70 ettari di proprietà, di cui 15.20 coltivati a vigneto e 5.50 ad uliveto. Tra i vini dell'azienda segnaliamo il Capolemole Cori Bianco DOC,  di sapore asciutto e di colore giallo chiaro e brillante, ha un profumo di mela, anice e albicocca. Per i rossi il  Capolemole Cori Rosso DOC 2005. Questo vino è di  colore rosso rubino intenso e di sapore asciutto, il profumo è vinoso con sentori di frutti di bosco. La nuova cantina dispone di grandi spazi per la trasformazione del prodotto, nonché per il ricevimento degli ospiti e degustazioni. Tra le cantine sociali va segnalata la Cantina Cincinnato di Cori, nata nel 1947, questa cantina raggruppa oggi 255 soci i cui terreni coprono una superficie di 550 ettari. I vini più importanti dell'azienda sono l'Illirio Cori Bianco DOC ideale per primi piatti delicati, verdure fresche e pietanze a base di pesce e il Raverosse Cori Rosso DOC, ottimo per tutto il pasto, ma ideale con zuppe e pietanze di carne. Nella zone del Frosinate troviamo un'altra Doc, quella di Aprilia. L’Aprilia Doc viene prodotto nell' Agro Pontino, e comprende tre varietà di vini: l'Aprilia Merlot, l'Aprilia Sangiovese e l'Aprilia Trebbiano. Il Merlot (rosso) può essere degustato con  gnocchi alla romana, spaghetti alla carbonara, arrosti di carni bianche, carni rosse alla griglia, pollame e coniglio alla cacciatora. Il Sangiovese (rosato) viene bevuto con  salumi, minestre asciutte con sughi freschi, piatti a base di uova, zuppe di pesce ricche e piccanti. Il Trebbiano (bianco), è invece ideale per  minestre asciutte e zuppe di verdura, cozze alla marinara, risotti alle erbe, mozzarella di bufala. Una delle poche aziende che produce Il Merlot di Aprilia DOC è  è Cantine Silvestri. L'Azienda è stata fondata nel 1929, oltre alla catena di lavorazione ed alla linea di imbottigliamento dispone di un moderno reparto di spumantizzazione, unico nella provincia di Roma.  Le bottiglie prodotte annualmente sono oltre 60.000, il 40% delle quali vengono esportate in tutta Europa. Ritorniamo sul litorale laziale e precisamente a S.Felice Circeo, terra di produzione del Circeo DOC. Sotto questa denominazione ricadono numerosi vini bianchi, rossi e rosati. La zona di produzione è nella Pianura Pontina, a nord e a sud del promontorio del Circeo. La Cantina Sant'Andrea è un punto di riferimento importante in questa zona. L'azienda ha una lunga tradizione alle spalle che parte dall'Isola di Pantelleria alla Tunisia, per approdare in terra pontina. La filosofia aziendale ha due anime, una dedicata alla sperimentazione e all'innovazione e l'altra legata alle tradizioni e alla riscoperta del passato. Le enoteche aziendali sono il punto di riferimento di tutta la clientela. Al loro interno si possono trovare tutti i vini prodotti dall'Azienda: dalla linea Classica alla nuova Selezione Acquerelli. E' anche possibile acquistare il vino sfuso direttamente dalle botti. I vini sfusi sono sono sette di cui 3 rossi e 4 bianchi, il personale é sempre a disposizione per qualunque chiarimento e per consigliare al meglio il cliente nella scelta dei vini. Sul sito è possibile anche ordinare il vino e scaricare i cataloghi di tutti i prodotti.  Un'altra realtà della zona è la Cantina Villa Gianna,  un'impresa con tecnologie avanzate che produce vini e spumanti. Tra i vini prodotti citiamo il Circeo D.O.C., un vino gradevole e aromatico ottenuto da diverse uve tipiche del territorio un vino passito e l'IGT Passito Elogio Mediterrane, con profumi che ricordano la buccia d'arancia candita, il miele, vaniglia e  confettura d'albicocca. E' un vino da bere fuori pasto con dolci secchi, ideale come abbinamento a formaggi stagionati.

Anteprima Vernaccia San Gimignano: i vini di Calce Cotes Catalanes con Antonio Boco e Paolo de Cristofaro


Antonio Boco e Paolo de Cristofaro ci guidano alla scoperta di questa zona semisconosciuta ma che da modo e luogo di discutere come poche altre di terroir e vino, in...

Antonio Boco e Paolo de Cristofaro ci guidano alla scoperta di questa zona semisconosciuta ma che da modo e luogo di discutere come poche altre di terroir e vino, in maniera molto trasparente, così come sta accadendo a San Gimignano in questi anni.Si tratta di una zona di confine storica, catalogna francese quasi sempre collegata ai Pirenei e alla Spagna. Languedoc Roussillon ovviamente non spiega quasi nulla, questa di Calce (si pronuncia “calz“) è una microregione cui si arriva da Perpignan in questa enclave francese in terra quasi spagnola. Paesaggio diviene quasi lunare anche se mare è vicinissimo. Nessuna impressione di viticoltura specializzata o vigne giardino. Solo gobelets, direttamente su roccia, protetti da muri a secco, quasi tutte piccole parcelle e vecchie vigne anche centenarie, mondo ancestrale particolarissimo. Clima dà una consistenza di velluto alle foglie, clima caldo e siccitoso ma spazzato da tramontana, spira due giorni su tre… Tanti contrasti uno dopo l’altro e la cosa che colpisce nella piazzetta del paese è una luce bianchissima quasi accecante, luminosità poi odore di basilico, di lavanda e di altre erbe aromatiche.
400 ettari totali tra i 50 e i 250 mt di altitudine ma anche fino a 6-700 mt.  Ripartizione in tre macrozone, parte sud che guarda pirenei con terreni scistosi, parte nord con massiccia presenza di calcare (ovvio) e poi fascia di marne grigie verticali, particolari che consentono in queste canyon poverissime di terreno di penetrare in profondità con le radici e produrre uva.
Mappa varietale e ampelografica particolare.
San Gimignano è leggermente più a nord come latitudine ma più o meno siamo lì. Varietà sono comuni ovvero vernaccia e grenache blanc e gris e macabeo (usato anche per il Cava spumante ). Sono varietà neutre senza esagerazioni e intensità esagerate. Subiscono spostamento tra terreno e terreno, raccontano bene i territorio di provenienza senza stravolgerli
VDP Cotes Catalanes Horizon Blanc 2008 Domaine de l’Horizon (calcare)
Floreale e minerale insieme, tiglio e biancospino molto delicati ma soprattutto calcare e sapidità affiorante, un appena di lavanda e di salvia. Bocca sapida ovviamente, delicata e salina con frutta bianca che sale, ribes bianco e pesca delicata. Bello il finale, rinfrescante e stimolante per la tavola. 87
VDP Cotes Catalanes Matassa Blanc 2007 Domaine de l’Horizon (scisti grigi)
Note affumicate e laviche molto evidenti, polvere da sparo e fruttato ben amalgamati, citrino spiccato di pompelmo, lieve nota ossidativa, miele di erica , ginestra e pompelmo molto maturo, paglia secca. Bocca decisa e acida, molto dura con finale dove si perde quasi subito la frutta e rimane il fumè piuttosto affascinante. 88
VDP Cotes Catalanes La D 18 2008 Domaine Olivier Pithon (terreni scistosi, ph molto basso)
Olivier viene dalla Loira, Domaine creato nel 2000 per caso dopo altre regioni e grazie a suo fratello e genitori ha potuto visitare bene Calce e scoprire tutto in loco e innamorarsene. Ora del tutto bio, con sola possibilità di lavorare con il cavallo tra i vigneti.
Prende il nome dalla strada che arriva al paese di Calce, molto soave e delicato, quasi marino come effetto, note fruttate quasi assenti ma floreale spiccato e iodio. In bocca viene fuori un dolce particolare come di mora di gelso, appena rinfrescato da una nota citrina. Finale con leggero alcol e delicatamente floreale piuttosto persistente. 84
VDP Cotes Catalanes La D18 2005 Domaine Olivier Pithon
Uve molto mature, annata fresca, molto cupo e dark per essere un bianco, roccioso e quasi di muschio, pietra bagnata, gelsomino, thè al bergamotto, ginestra e fragola quasi, bocca con sentori floreali ben presenti, amarognolo nel finale e corposo non poco. Bel finale tra la frutta e il sapido, mineralità “lacustre” tra muschi e licheni (definizione di Paolo de Cristofaro). 86
VDP Cotes Catalanes Coume Gineste 2008 Domaine Gauby
Tra i primi a lavorarci, metà anni ’80, bella scommessa. Viticoltura naturale, quasi obbligata qui. Vigneti da bisnonno di attuale proprietaria, scoprendo sulla sua pelle tutte le caratteristiche del luogo. Ogni cm quadro cambia, le parcelle sono piccolissime, dagli anni 90 c’è stata vinificazione a parte fino a 18 parcelle diverse. Ora si usano solo 3 varietà fino ad avere 5 vini differenti. Ispirazione è borgognona,  radici molto profonde grazie al terreno poroso. Uomo deve comunicare con il terrori e poterlo esprimere rispettandolo al massimo, nutrendo il suolo e preservandolo il più possibile.
Muschio e mughetto, biancospino e rosa, fruttato aromatico intenso, ricco con mineralità importante che ricorda l’incenso ed erbe mediterranee poi anche la canfora e la mirra. Bocca spiccatamente amarognola e acidula, diretta,quasi aggressivo ma bel corpo deciso, miele di eucalipto, pesca bianca, lychees, finale che alterna citrino e pietroso in maniera del tutto originale ma entusiasmante. 94

VDP Cotes Catalanes Coume Gineste 2002 Domaine Gauby
L’evoluzione dona rotondità inaspettate da giovani per questi vini, il fruttato di pesca e mela è molto evidente e si amalgama alla calce e al calcare  in sottofondo,  viene fuori poi caramello, mou, quasi un tostato di nocciola e mandorla. Bocca molto equilibrata e sfaccettata, richiami continui agli agrumi, alla frutta secca, al mentolato, al balsamio, al muschio e ad un floreale di crisantemo e rosa tea, il tutto su una nota sapida ben evidente che lo rende un vino completo in sè stesso, quasi da conversazione. 91
Impressione a caldo, o meglio a freddo, è che siano vini in effetti figli di un terroir unico e affascinante, a sentire i racconti di chi ci ha viaggiato pare davvero di esserci mettendo il naso nei bicchieri, vini evocativi e completi, in linea con le richieste di oggi e con il rispetto della natura che li genera. Bella scelta da parte di Boco e De Cristofaro.

Poncio e le Baladin



Ringraziamo il nostro amico Poncio che ci ha fatto una apertura molto stimolante sulle Baladin e per averci consigliato di degustarle tutte, sotto vi proponiamo l'intera linea ne vale la pena provarle!!!


BIRRE SPEZIATE!|
 


BIÈRE BLANCHE
Dal bicchiere ti invitano la sua schiuma
pannosa,il colore torbido e leggero
di albicocca e un profumo di lievito
ed agrumi che vanno a perdersi in
armonie speziate di coriandolo e arance
sbucciate. Fresca al palato ha corpo
leggero ed; molto beverina.


È ideale per un aperitivo
accompagnata a cibi freschi
e negli antipasti leggeri
di verdure e si sposa
molto bene anche con il pesce.
Nei Formati:
Mono da 25 cl
Classico da 75 cl
Magnum da 1,5 lt
Jeroboam da 3 lt



SAISON
Nasce da un melange di cereali, orzo, farro, frumento ed evoca ricordi di campagne e agrumeti assolati che coi loro profumi ben si sposano coi suoi sentori di fiori di zagara, pera e bergamotto. Frizzante e decisamente rinfrescante, di colore oro carico si presenta leggermente torbida, a tratti opalescente.

La sua eleganza accompagna crostacei e piatti di pesce, carni bianche o formaggi freschi.
Nei Formati:
Classico da 75 cl
Magnum da 1,5 lt
Jeroboam da 3 lt





BIRRA EGIZIA
Si rifà alla storia antica, di nomadi e di piramidi, di spezie e di KAMUT® che nella lingua egizia significava “anima della terra”. Il suo colore caldo, ambra aranciato, è sovrastato da una schiuma abbondante che sprigiona note di aromi orientali, speziati di zenzero e agrumi. Il profumo ed il gusto è dolcemente equilibrato.

Cucina etnica e cibi speziati,
salumi e formaggi di media
stagionatura; ottima anche
con carciofi ed asparagi.
Nei Formati:
Classico da 75 cl
Magnum da 1,5 lt
Jeroboam da 3 lt


BIRRE PURO MALTO!



BIRRA AMBRATA
Si ispira alle birre d’abbazia creando un suo stile. Raggiante, ambra, profuma di frutti tropicali, di banana e marzapane. Armonia fatta birra che lascia un ricordo di frutta secca e aromi di mandorla. Beverina ed equilibrata, accompagna molto bene il cibo come le serate in compagnia.

Molto indicata con le carni
brasate e ottima con i formaggi
stagionati.
Nei Formati:
Mono da 25 cl
Classico da 75 cl
Magnum da 1,5 lt
Jeroboam da 3 lt




BIRRA BRUNA
Scura, con una buona schiuma, Leön incanta per l’esplosione di profumi che rimandano a un mondo festoso di coccole e dolce oziare. Nata come birra di Natale è indimenticabile per le sue note di cioccolato che vanno a mescolarsi con profumi di frutta secca, liquirizia e toffee.

Carni saporite, formaggi
erborinati ma soprattutto
cioccolato in tutte le sue
migliori espressioni.
Nei Formati:
Classico da 75 cl
Magnum da 1,5 lt
Jeroboam da 3 lt



BIRRA DEMI-SEC
Frizzante dal corpo deciso, è una birra dalla personalità originale. Nasce da lieviti che derivano da quelli utilizzati per gli “Islay Whisky”, è di colore ambrato e ha una schiuma fitta. Secca e lievemente vinosa, offre note di frutta e di caramello; non nasconde le sue origini mostrandole nel calore pulito dell’alcol che ricorda a tratti i distillati torbati. Femminile ed erotica è da provare con selvaggina, agnello o formaggi estremi.

Femminile ed erotica è da provare
con selvaggina, agnello
o formaggi estremi.
Nei Formati:
Classico da 75 cl
Magnum da 1,5 lt
Jeroboam da 3 lt
BIRRE LUPPOLATE!



BIRRA ITALIANA
La prima birra 100% italiana ottenuta da materie prime solamente italiane, così da produrre questa birra volutamente semplice dove le materie prime (acqua, malto, luppolo e lievito) si incontrano in modo armonico e originale. Una birra che non mancherà di trovare estimatori ma che oggi rappresenta “in primis” un punto di svolta nella produzione italiana della birra artigianale.

Ideale per accostamenti ed abbinamenti
più o meno arditi.
Disponibile
nel formato
Classico da 75 cl.



BIRRA DRINK'N ROLL
Si dice ROLLING STONE e subito si evoca il Rock’n Roll, i grandi happening musicali, Woodstock, l’ Isle of White Festival, i grandi gruppi e cantanti. Certamente musicisti “pepati”, e grintosi... Dedicata a loro, a tutto il mondo del R&R ed alla prestigiosa rivista che lo rappresenta da sempre in tutto il mondo, abbiamo creato una versione “grintosa” della nostra Open. Una birra dove la freschezza ed il sapiente uso di diversi tipi di pepe si sposano con i profumi e l’amaricato dei luppoli in un crescendo “musicale” davvero drink’n roll.


...
Disponibile
nei formati
Mono da 25 cl
Classico da 75 cl



BIRRA AMBRATA
Una piccola concessione all’attuale “trend” sulle birre amare... ma neanche troppo. Si presenta ricca di profumi “luppolacei” grazie al generoso uso di un luppolo americano dal nome di “Amarillo” ma, nonostante ciò, in bocca rimane fedele all’identità baladiniana, ben equilibrandosi tra sentori di caramello e frutta secca. Questa ”deviazione” ha dato origine ad una birra che ha reso la mitica Super Baladin ancora più beverina e di facile bevuta e ancora una volta gli otto gradi di questa birra sono ben equilibrati con la sua struttura.

Una birra, la Super Bitter, che inviterà alla compagnia ed alla socializzazione tanto, se non più, della più famosa “sorella maggiore”.
Disponibile
nel formato
Classico da 75 cl





BIRRE STAGIONALI!



BIRRA ALLA ZUCCA
Una birra che Teo ha voluto dedicare al proprio paese, dove “nasce” la BIRRA BALADIN: PIOZZO. Infatti, ormai da numerosissimi anni, a Piozzo si svolge una colorita festa chiamata “FIERA DELLA ZUCCA” dove questo ortaggio è coniugato in innumerevoli ed inimmaginabili modi. Ecco allora l’ispirazione per una personale interpretazione di quella che gli anglosassoni chiamano “pumpkin-ale” e che nella versione Baladin si è trasformata in una vera e propria “torta alla zucca” liquida dove ogni sorso ricorda le golose armonie di dolci alla zucca delle nonne.

L’equilibrio tra la gustosa presenza della zucca e l’aroma inconfondibile di cannella fanno di questa “ZUCCA” una birra piacevolissima da abbinare assolutamente con i dolci sia a pasta morbida che secchi, anche se non disdegna essere abbinata a tortelli (di zucca ovviamente), gnocchetti, primi piatti con condimenti leggeri o formaggi dolci.
Disponibile
nei formati
Classico da 0,75 cl



BIRRA AL MIELE
Il suo nome deriva dal miele d’erica e si presenta di color oro antico con schiuma ampia e profumata. Il naso viene invaso da aromi dove spiccano sia note di miele che un sentore di arancia amara. Di estrema morbidezza, avvolge il palato rasserenando i sensi con grande equilibrio, per chiudere, in un inaspettato amaro aromatico.

Assolutamente adatta all’abbinamento
col formaggio grana, si difende bene
anche con carni sapide e saporite.
Disponibile
nei Formati:
Classico da 75 cl



BIRRA KRIEKÈ una birra ispirata alle classiche kriek, le birre alla frutta belghe. Ottima come aperitivo porta dentro di sé quel legame con la terra che rappresenta l’origine, il punto di partenza che si evidenzia qui nella “presenza” della mamma di Teo già sull’etichetta della bottiglia. Una presenza che fin dalla sua nascita, affonda le radici nel lavoro paziente di mamma Maria nel pulire le ciliegie griotte per le prime produzioni.

È una birra sostanzialmente
da aperitivo, la sua particolare nota acidula la rende perfetta
per preparare il palato
per i pranzi più prelibati.
Disponibile
nei Formati:
Classico da 75 cl